Medico dell'Ordine Ospedaliero San Giovanni di Dio, Fatebenefratelli, nell'Ospedale Saint Jean de Dieu di Tanguiéta — Benin.
Fra Fiorenzo Priuli nell'Ospedale St. Jean de Dieu di Tanguiéta.
Una vita per gli altri
Quarantotto anni in Africa, tra infermeria e sala operatoria.
Brillante chirurgo, per anni priore dell'Ospedale di Tanguiéta, Fra Fiorenzo è il volto dell'opera dei Fatebenefratelli in Benin. La sua attività si è alternata fra Afagnan e Tanguiéta — ed è proprio a Tanguiéta che ha espresso il meglio di sé, al punto che tanti chiamano la struttura "l'ospedale di Fra Fiorenzo".
Come esperto di malattie tropicali, negli anni '90 si incontrava annualmente a Ginevra con specialisti, associazioni e fondazioni benefiche. Sotto la sua guida a Tanguiéta sono arrivate équipe di chirurghi e specialisti, è stato introdotto il recupero delle donne con fistole ostetriche, il reparto malattie infettive, quello per gli ustionati, la marsupioterapia per i nati prematuri, l'ozonoterapia.
1970
Inaugurazione dell'Ospedale St. Jean de Dieu — 82 posti letto.
1981
Costruzione della Pediatria, grazie a Carlo Giorgetti.
1998
Tanguiéta diventa ospedale di zona: serve 200.000 abitanti dell'Atacora.
2018
Entra in funzione la TAC, donata grazie ai benefattori italiani.
"Non riuscirei a chiedergli tanto quanto Lui mi ha donato."
Fra Fiorenzo Priuli, 71 anni, medico dell'Ordine Ospedaliero San Giovanni di Dio.
Mentre il mio quarantottesimo anno di missione in questo angolo d'Africa volge al termine, come non rendere grazie al Signore per avermi protetto da tanti pericoli e per avermi donato la gioia di collaborare con Lui nella meravigliosa opera di dare la vita e risollevare esistenze prostrate dal male e dalla sofferenza?
Se avessi la possibilità di tornare indietro e chiedere al Signore una grazia per la mia vita, non riuscirei a chiedergli tanto quanto Lui mi ha donato.
Le ragazze con la fistola ostetrica
Durante l'anno appena trascorso siamo riusciti a salvare centinaia di vite: vorrei menzionare, in particolare, le decine e decine di donne molto giovani afflitte dalle fistole ostetriche che abbiamo operato. È una malattia orribile, che riserva un calvario umiliante.
Insorge dopo un parto difficile durante il quale la ragazza — che, assecondando la tradizione, partorisce in una capannetta aiutata da un'anziana — ha spinto anche per 6-7 giorni. Alla fine, nel dare alla luce il bambino ormai privo di vita, si verifica il distacco di una parte della vescica. Da quel momento la ragazza vivrà perdendo in continuazione l'urina.
Sono migliaia le giovani colpite da questa malattia, non solo in Benin ma anche in altri Paesi africani. Conducono una vita di doloroso isolamento: spesso sono ripudiate dai mariti, allontanate dalle famiglie e costrette a vivere ai margini dei villaggi. Quando, dopo l'intervento, guariscono, la loro gioia è incontenibile. È molto commovente.
Rendo grazie al Signore perché mi ha aiutato a trovare tutto ciò che occorre per compiere queste operazioni, rendendo il nostro ospedale un punto di riferimento anche per la cura di questa patologia.
Cinquant'anni di crescita
Nel corso degli anni molti amici — italiani, ma non solo — ci hanno sostenuto, permettendo di offrire assistenza qualificata a un numero sempre maggiore di pazienti. Nel 1970, quando l'ospedale fu fondato, i posti letto erano 82. Oggi sono 415. Ogni anno abbiamo 18.000–20.000 nuovi pazienti, di cui 5.000 bambini, molti dei quali colpiti dalla malnutrizione.
Vi sono poi specialisti che, utilizzando giorni di ferie, vengono periodicamente qui dall'Europa e si trattengono diversi giorni per effettuare interventi particolarmente impegnativi e formare lo staff medico locale. Sono profondamente grato al Signore per tutti questi amici che in diversi modi ci hanno aiutato: sono una benedizione.
Il seme dei Fatebenefratelli in Africa
Quando i primi fatebenefratelli giunsero in Benin, erano in tre. Divennero poi sette, tutti bianchi. Anno dopo anno, il seme di questo carisma ha portato frutto e oggi abbiamo 59 confratelli africani: è un altro dono grande del Signore, che mi consola e di cui ringrazio.
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Ogni donazione aiuta l'ospedale di Tanguiéta e i suoi bambini.
Quest'anno celebriamo i 50 anni dell'Ospedale "St. Jean de Dieu" di Tanguiéta (Benin). La Provincia Lombardo-Veneta dei Fatebenefratelli si è mossa per tempo facendo il Calendario 2020, ricco di belle fotografie e di opportune didascalie esplicative. Veniamo quindi a sapere che la decisione fu presa dal Padre Provinciale Fra Mosè Bonardi a fronte della promessa di un finanziamento svizzero, che poi venne a mancare per la morte del benefattore.
La zona di Tanguiéta era stata indicata dalle Autorità come la più povera e bisognosa di cure ospedaliere. Il pioniere di questa fondazione è Fra Tommaso Zamborlin, assieme al geom. Renato Canziani. Giunsero a Tanguiéta il 21 settembre 1967 e si stabilirono nel campement della città. Fra Tommaso aprì subito un ambulatorio per la cura dei malati.
La prima pietra venne posta il 14 gennaio 1968 dal Vescovo di Natitingou Mons. Patient Redois, alla presenza del Vicario Provinciale Fra Cesare Gnocchi. L'ospedale fu realizzato su progetto dell'architetto Fernando Michelini e fu inaugurato dalle supreme autorità religiose e civili il 29 giugno 1970. Aveva una capacità di 82 letti. Quando vi andai la prima volta nel 1971 con Fra Tommaso, c'erano anche Fra Leonardo Laner e Fra Clemente Tempella.
L'epidemia di morbillo che cambiò tutto
Per dieci anni l'ospedale fu snobbato dalla popolazione animista, abituata ad andare dallo stregone guaritore. L'epidemia di morbillo del 1979-80, che causò la morte di 5.000 ragazzi nell'arco di quattro mesi, fece capire l'importanza dell'Ospedale: solo una parte di quelli ricoverati si era salvata.
Fra Fiorenzo Priuli cercò allora un benefattore per la costruzione di una grande Pediatria, e lo trovò in Carlo Giorgetti, che volle in tal modo onorare la memoria del figlio Paolo, rapito a 16 anni per estorsione e trovato morto bruciato.
Gli anni '90: la specializzazione
L'impulso definitivo avvenne negli anni '90. Fra Fiorenzo, come esperto delle malattie tropicali, si incontrava annualmente a Ginevra con tanti specialisti e con responsabili di Associazioni e Fondazioni benefiche. Arrivarono a Tanguiéta équipe di specialisti di vario genere che elevarono la qualità tecnica dell'ospedale. Si pensò al recupero delle donne affette da fistola utero-vagino-vescicale, si fece un reparto per malattie infettive, uno per ustionati, si introdusse l'ozonoterapia e tante altre specialità.
Attualmente l'Ospedale ha 415 letti. I malati ricoverati arrivano a 20.000, e quasi la metà sono bambini della Pediatria, così ampliata da sembrare un ospedale nell'Ospedale. Per i bambini c'è anche la Neonatologia, con sala di terapia intensiva di 28 culle, e per i nati prematuri è stata introdotta la marsupioterapia. I medici di vario genere sono 22, i dipendenti 325 tra personale paramedico, servizi generali e amministrativi.
Dal 1998 è ospedale di zona: copre tutto l'Atacora — 200.000 abitanti — fra i Centri di Tanguiéta, Materi e Cobly. Adesso Fra Fiorenzo intende fare ex novo il Pronto Soccorso con un ambiente capace di 24 letti — 12 per adulti al piano terra e 12 per bambini al primo piano — con adeguata équipe sanitaria, comprensivo anche della Farmacia aperta al pubblico e della Stomatologia.
Fra Fiorenzo Priuli con Fra Luca Beato. Speriamo che la S. Pasqua ci porti buone notizie. Auguri!
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